Cosa sono i documenti di programmazione di Fondazione Cariplo
I documenti di programmazione di Fondazione Cariplo sono gli strumenti strategici che definiscono come vengono distribuite le risorse filantropiche agli enti del territorio. Si tratta di due documenti principali: il Documento Programmatico di Pianificazione Pluriennale (DPPP) che copre 4 anni, e il Documento Programmatico di Pianificazione Annuale (DPPA) che specifica gli obiettivi anno per anno.
Perché importano per il tuo ente: Questi documenti non sono burocrazia fine a se stessa. Contengono le priorità concrete della Fondazione, gli importi destinati a ogni area e i criteri che orienteranno la valutazione dei progetti. Il 78% dei progetti finanziati da Cariplo nel 2024 era perfettamente allineato alle linee di mandato specificate nel DPPP.
Come funzionano nella pratica:
- Definiscono le 4 linee di mandato strategiche (creare valore condiviso, ridurre disuguaglianze, allargare confini, creare condizioni abilitanti)
- Stabiliscono le 6 aree operative di intervento (Ambiente, Arte e Cultura, Ricerca Scientifica, Servizi alla Persona, Attività Trasversali, Finanza e Sostenibilità)
- Indicano le risorse economiche annuali destinate a ciascuna area
- Identificano le sfide prioritarie su cui la Fondazione concentra energie e budget
La struttura strategica: DPPP 2024-2027
Il Documento Programmatico di Pianificazione Pluriennale non è un elenco di buone intenzioni. È l’architettura che guida ogni decisione di finanziamento della Fondazione per quattro anni. Approvato dalla Commissione Centrale di Beneficenza il 28 aprile 2023, questo documento risponde a una domanda precisa: come rafforzare le comunità locali in un contesto di cambiamento accelerato?
Le quattro linee di mandato spiegate
1. Creare valore condiviso Questa linea finanzia progetti che generano benefici misurabili sia per l’ente che per la comunità. Non si tratta di assistenzialismo, ma di interventi che creano ecosistemi sostenibili. Esempio: un’impresa sociale che forma giovani disoccupati e li inserisce in filiere produttive locali crea valore per i ragazzi (competenze + lavoro) e per il territorio (riduzione NEET + sviluppo economico).
2. Ridurre le disuguaglianze Qui rientrano tutti i progetti che lavorano su divari: economici, territoriali, generazionali, di genere. La Fondazione guarda con particolare attenzione a interventi che non si limitano a tamponare emergenze ma che affrontano cause strutturali. Nel 2025, secondo il DPPA, questa linea ha ricevuto il 32% delle risorse totali.
3. Allargare i confini Cariplo vuole finanziare idee che escono dai confini tradizionali: geografici (collaborazioni interregionali), settoriali (partnership pubblico-privato-terzo settore), o di approccio (sperimentazione di modelli innovativi). Un progetto che coinvolge enti di Lombardia e Piemonte su temi ambientali trova qui il suo spazio naturale.
4. Creare le condizioni abilitanti Questa è la linea meno compresa ma strategicamente fondamentale. Finanzia tutto ciò che rafforza la capacità operativa degli enti: formazione, digitalizzazione, governance, valutazione d’impatto. Se il tuo ente ha bisogno di strutturarsi prima di lanciare progetti ambiziosi, questa è la porta d’ingresso.
Le sfide di mandato: dove Cariplo concentra le risorse
A differenza delle linee generali, le sfide di mandato sono obiettivi specifici e misurabili su cui la Fondazione mobilita risorse straordinarie. Per il quadriennio 2024-2027, le quattro sfide sono:
- ZeroNeet: ridurre il numero di giovani che non studiano e non lavorano
- Anita (Assistenza non-autosufficienza innovativa): supportare le persone anziane e le loro famiglie
- Destinazione Autonomia: favorire percorsi di autonomia per persone con disabilità
- Persone Detenute: reinserimento sociale e lavorativo di chi esce dal carcere
Ogni sfida ha un budget dedicato, bandi specifici e metriche di valutazione chiare. Se il tuo progetto intercetta anche solo tangenzialmente una di queste sfide, hai un vantaggio competitivo significativo in fase di valutazione.

Il DPPA: la programmazione annuale operativa
Mentre il DPPP disegna la visione strategica, il Documento Programmatico di Pianificazione Annuale è lo strumento che trasforma quella visione in numeri e azioni concrete. Ogni anno, entro ottobre, la Commissione Centrale di Beneficenza approva il DPPA per l’anno successivo.
Cosa contiene il DPPA e perché ti serve
Il DPPA 2026, approvato il 30 ottobre 2025, stabilisce:
- L’ammontare totale delle risorse erogabili (nel 2026 sono circa 150 milioni di euro)
- La ripartizione tra le 6 aree di intervento
- Le priorità tematiche emergenti dell’anno
- Gli strumenti di erogazione attivati (bandi, call for ideas, iniziative strategiche)
A differenza del DPPP che rimane stabile, il DPPA si adatta ogni anno alle urgenze del territorio. Nel 2024, ad esempio, risorse aggiuntive sono state destinate a temi emersi dalle audizioni con esperti: housing sociale, salute mentale giovanile, transizione ecologica delle imprese sociali.
Come leggere il DPPA per individuare opportunità
Quando scarichi il DPPA (disponibile gratuitamente sul sito di Fondazione Cariplo), cerca questi elementi:
- Tabella di ripartizione risorse per area: ti dice quali settori avranno più budget. Se l’Area Servizi alla Persona ha un +15% rispetto all’anno precedente, significa che ci saranno più bandi in quell’ambito.
- Temi trasversali prioritari: ogni anno il DPPA identifica 2-3 temi che attraversano tutte le aree. Nel 2025 erano “innovazione sociale digitale” e “collaborazione intergenerazionale”. Se il tuo progetto tocca questi temi, menzionalo esplicitamente nella domanda.
- Strumenti attivati: non tutto passa per i bandi tradizionali. Il DPPA elenca anche call for ideas (più flessibili), progetti strategici a regia (dove Cariplo ti cerca), iniziative in co-finanziamento con altri soggetti.
Le 6 aree di intervento: dove si collocano i progetti
Ogni progetto che presenti a Fondazione Cariplo deve rientrare in una delle sei aree. Capire quale area è quella giusta non è sempre immediato, perché molti progetti sono trasversali. Ecco come orientarti.
Area Ambiente
Finanzia interventi su tutela della biodiversità, economia circolare, contrasto al cambiamento climatico, mobilità sostenibile, agricoltura e alimentazione sostenibile. Nel 2024 questa area ha erogato 28 milioni di euro. I progetti più finanziati sono stati quelli che integravano rigenerazione ambientale con inclusione sociale (orti urbani gestiti da cooperative che impiegano persone svantaggiate, riforestazione con coinvolgimento di scuole).
Area Arte e Cultura
Non si limita a restauri o mostre. Cariplo cerca progetti culturali che abbiano impatto sociale: rigenerazione di spazi urbani attraverso l’arte, educazione culturale per pubblici fragili, valorizzazione di patrimoni culturali per lo sviluppo territoriale. Budget 2024: 32 milioni di euro. La Fondazione ha rafforzato nel 2025 il focus su cultura digitale e accessibilità.
Area Ricerca Scientifica
Questa area finanzia ricerca biomedica, ambientale e in alcuni casi socioeconomica. È l’area più tecnica e richiede partnership con università o centri di ricerca accreditati. Budget medio per progetto: tra 50.000 e 200.000 euro su progetti pluriennali. Se sei un ente del terzo settore senza competenze di ricerca interne, puoi proporti come partner operativo di un progetto guidato da un istituto di ricerca.
Area Servizi alla Persona
È l’area più rilevante per il terzo settore. Copre welfare, educazione, salute, housing, povertà, disabilità, immigrazione. Nel 2025 ha rappresentato il 38% del budget totale della Fondazione. I bandi qui sono frequenti e diversificati: dai piccoli contributi per servizi locali (15-30k) ai grandi progetti di innovazione sociale (200-500k su 3 anni).
Area Attività Filantropiche Trasversali e Sfide di Mandato
Qui rientrano tutti i progetti che rispondono alle 4 sfide di mandato (ZeroNeet, Anita, Destinazione Autonomia, Persone Detenute) e le iniziative che attraversano più aree. È l’area dove si concentrano le sperimentazioni e i progetti a maggiore rischio innovativo.
Area Finanza e Sostenibilità
Non eroga contributi a fondo perduto ma strumenti finanziari: prestiti agevolati, garanzie, equity. È utile per enti consolidati che vogliono scalare o che hanno bisogno di liquidità per gestire progetti complessi. Nel 2024 ha supportato 18 imprese sociali con strumenti finanziari per un valore complessivo di 4,2 milioni di euro.
Come accedere concretamente ai bandi Cariplo
Conoscere la strategia è il punto di partenza. Trasformarla in un contributo vinto richiede metodo. Dopo aver seguito 14 enti nella presentazione di progetti a Cariplo negli ultimi tre anni, questi sono i passaggi che funzionano.
Fase 1: Verifica l’ammissibilità del tuo ente
Prima di investire tempo in una proposta, controlla i requisiti di ammissibilità. Fondazione Cariplo eroga contributi a:
- Enti del terzo settore (ETS) iscritti al RUNTS (Che cos’è il RUNTS e come iscriversi)
- Enti non profit con sede operativa in Lombardia o nelle province di Novara e Verbano-Cusio-Ossola
- Enti pubblici in partnership con organizzazioni non profit (in alcuni bandi specifici)
- Università e centri di ricerca (solo per Area Ricerca Scientifica)
Non sono ammessi: imprese profit (anche se sociali), persone fisiche, enti con sede fuori dal territorio di competenza, organizzazioni che hanno rendicontazioni in sospeso con Cariplo.
Fase 2: Monitora i bandi aperti
Cariplo pubblica i bandi con almeno 60 giorni di anticipo sulla scadenza. Ci sono tre modi per rimanere aggiornato:
- Pagina Bandi del sito ufficiale: ogni bando ha una scheda con regolamento, FAQ, importi, criteri di valutazione. Aggiornamento settimanale.
- Newsletter della Fondazione: inviata ogni 15 giorni con novità su bandi in apertura, eventi formativi, cambiamenti normativi. Iscrizione gratuita dal sito.
- Help Desk: servizio di assistenza telefonica e via email dove puoi chiedere chiarimenti su bandi specifici prima di presentare domanda. Utile per capire se il tuo progetto è coerente con un bando prima di investire tempo nella scrittura.
Fase 3: Allinea il progetto alla strategia
Questo è il passaggio dove si gioca il 70% del successo. La Fondazione valuta i progetti su tre macro-criteri:
- Coerenza strategica: il progetto risponde a una delle linee di mandato? Intercetta una sfida prioritaria? È in linea con i temi del DPPA dell’anno?
- Qualità progettuale: obiettivi misurabili, attività concrete, cronoprogramma realistico, budget dettagliato e congruo.
- Sostenibilità e impatto: cosa succede dopo la fine del contributo? Quali risultati misurabili il progetto produrrà?
Per massimizzare la coerenza strategica, usa questo schema:
| Elemento del tuo progetto | Collegamento alla strategia Cariplo |
|---|---|
| Problema che affronti | A quale disuguaglianza o fragilità risponde? |
| Soluzione proposta | Come crea valore condiviso per comunità e beneficiari? |
| Partnership coinvolte | Come allarga i confini tradizionali del tuo settore? |
| Metodologia | Quali condizioni abilitanti rafforza (competenze, governance, network)? |
Fase 4: Costruisci partnership solide
Cariplo premia la collaborazione. I progetti in rete (3+ partner) hanno nel 2024 un tasso di approvazione del 42% contro il 18% dei progetti presentati da un singolo ente. La Fondazione cerca partnership che non siano solo formali ma che portino valore aggiunto reale: competenze complementari, copertura territoriale più ampia, maggiore sostenibilità.
Quando scegli i partner, considera:
- Complementarità: ogni partner deve portare qualcosa che gli altri non hanno (esperienza tecnica, accesso a beneficiari, risorse economiche, visibilità).
- Storia comune: partnership nuove sono viste con sospetto. Se non avete mai lavorato insieme, dedicate nel progetto uno spazio a spiegare perché vi siete scelti e come gestirete la collaborazione.
- Governance chiara: nel budget, specificate chi fa cosa, chi gestisce i soldi, come si prendono le decisioni. La vaghezza organizzativa è una delle cause principali di bocciatura.
Fase 5: Scrivi una proposta che si legge da sola
Le commissioni valutano decine di progetti per ogni bando. Il tuo deve essere immediatamente comprensibile. Struttura la proposta così:
Titolo: massimo 10 parole, deve contenere problema + soluzione. No titoli creativi tipo “Un ponte verso il futuro”. Sì a titoli descrittivi tipo “Inserimento lavorativo di 30 giovani NEET attraverso tirocini in imprese sociali”.
Abstract (2-3 righe): chi fa cosa, per chi, con quale risultato atteso. Scritto come se lo stessi spiegando a qualcuno che ha 30 secondi.
Contesto e bisogno: dati quantitativi sul problema. Non opinioni, ma numeri da fonti verificabili (Istat, ricerche universitarie, rapporti di settore).
Obiettivi: massimo 3, formulati in modo SMART (Specifici, Misurabili, Raggiungibili, Rilevanti, Temporalmente definiti). Esempio: “Entro dicembre 2027, almeno 25 dei 30 giovani coinvolti avranno concluso un tirocinio formativo e 18 avranno ottenuto un contratto di lavoro di almeno 6 mesi”.
Attività: elenca le azioni concrete, non le intenzioni. Ogni attività deve avere: responsabile, tempi, costi, output misurabile.
Budget: dettagliato per voce di spesa. Cariplo vuole vedere: costi di personale (con ruolo e ore dedicate), spese operative (con giustificazioni), costi indiretti (massimo 10% del totale). Evita voci generiche come “spese varie”.
Sostenibilità: spiega cosa succede dopo. Non basta dire “cercheremo altri fondi”. Specifica: quali fondi (nomi di altri bandi), quali attività diventeranno autosufficienti, quali partnership rimarranno attive.
Fase 6: Dopo la presentazione
Le tempistiche di valutazione variano da 3 a 9 mesi in base al bando. Durante questo periodo:
- Non chiamare ogni settimana: l’Help Desk non ha informazioni sullo stato di avanzamento delle istruttorie.
- Rispondi velocemente a richieste di integrazione: se Cariplo ti chiede chiarimenti, hai 10 giorni per rispondere. Le integrazioni sono un buon segno: significa che il progetto è in valutazione seria.
- Prepara il piano B: il tasso medio di successo sui bandi generalisti è del 25-30%. Se non vieni finanziato, chiedi feedback scritto tramite Help Desk e usa quei commenti per migliorare.
Gli errori che affossano il 60% delle domande
Nelle valutazioni a cui ho assistito, alcuni errori si ripetono sistematicamente. Sono errori che costano il finanziamento anche a progetti validi.
Errore 1: Progetto troppo ambizioso per il budget richiesto
Proponi di “ridurre la povertà educativa in 12 quartieri” con 40.000 euro e 18 mesi. È irrealistico. Cariplo preferisce progetti piccoli e ben focalizzati a proposte che promettono di risolvere problemi enormi con risorse insufficienti. Regola pratica: se con il budget richiesto non riesci a produrre risultati misurabili su almeno il 70% degli obiettivi dichiarati, il progetto è sovradimensionato.
Errore 2: Obiettivi vaghi o non misurabili
“Migliorare il benessere dei giovani” non è un obiettivo. “Ridurre del 30% il punteggio medio di disagio psicologico (misurato con scala validata XY) in un campione di 50 ragazzi tra 16 e 20 anni” è un obiettivo. La differenza determina se il progetto passa la prima selezione o finisce nello scarto.
Errore 3: Budget incoerente con le attività
Dichiari di voler fare 20 incontri di formazione ma nel budget non c’è nessuna voce per docenti o materiali. Oppure metti il 60% del budget in spese di personale interno e il 5% in attività dirette con i beneficiari. La Fondazione valuta la congruità voce per voce: se qualcosa non torna, il progetto viene respinto o ti chiedono di rifare completamente il budget (con il rischio di perdere mesi).
Errore 4: Nessuna prova di esperienza pregressa
Se proponi un progetto su un tema mai affrontato dal tuo ente, senza partner esperti, senza un pilota già testato, difficilmente otterrai finanziamenti. Cariplo vuole vedere track record. Se non ce l’hai, cerca un partner che ce l’ha o inizia con una fase pilota autofinanziata da portare come evidenza nella proposta.
Errore 5: Totale dipendenza dal contributo Cariplo
Se il progetto non ha altre fonti (cofinanziamento da enti locali, risorse proprie, contributi in kind da partner), segnala fragilità. La Fondazione vuole vedere che anche altri credono nel progetto. Un buon mix: 60-70% Cariplo, 20-30% altre fonti, 10% risorse proprie o volontariato valorizzato.
Strumenti che aumentano le probabilità di successo
Oltre a conoscere strategia e procedura, ci sono strumenti operativi che fanno la differenza.
Il database dei progetti finanziati
Fondazione Cariplo pubblica ogni anno l’elenco completo dei progetti approvati con: titolo, ente capofila, importo concesso, area di intervento. Questo database è oro. Prima di scrivere la tua proposta:
- Cerca progetti simili al tuo che hanno vinto negli ultimi 2 anni
- Analizza titoli, importi, partnership
- Identifica pattern: come hanno formulato gli obiettivi? Quale linguaggio hanno usato? Quali partner hanno coinvolto?
Puoi trovare il database nella sezione “Delibere Contributi Assegnati” del sito. Filtri per area, anno, territorio.
Le Commissioni consultive
Cariplo ha commissioni di esperti che supportano le scelte strategiche di ogni area. Non interagisci direttamente con loro, ma i loro report annuali (pubblicati nella sezione Documenti) ti dicono quali temi stanno discutendo, quali criticità hanno rilevato nel territorio, quali innovazioni stanno osservando. Leggere questi report ti dà insight su dove si muoverà la Fondazione nei prossimi mesi.
Gli eventi formativi
Più volte l’anno, Cariplo organizza webinar gratuiti su bandi in uscita, temi strategici, rendicontazione progetti. Partecipare serve per:
- Fare domande dirette allo staff
- Capire sfumature che nei regolamenti scritti non emergono
- Fare rete con altri enti che lavorano su temi affini
Gli eventi sono pubblicizzati su sito e newsletter. Solitamente durano 90 minuti e lasciano ampio spazio alle domande.
Rendicontazione e gestione post-finanziamento
Ottenere il contributo è solo metà del lavoro. La rendicontazione è l’altra metà, e molti enti la sottovalutano fino a trovarsi in difficoltà.
Cosa richiede Cariplo durante il progetto
Ogni progetto finanziato ha obblighi di rendicontazione intermedia e finale. Tipicamente:
- Report intermedi (ogni 6-12 mesi): stato di avanzamento attività, variazioni su cronoprogramma, eventuali criticità emerse. Non serve rendicontare le spese in questa fase, ma devi dimostrare che stai facendo quello che hai promesso.
- Rendicontazione finale: entro 60 giorni dalla fine del progetto. Include: relazione narrativa (risultati raggiunti vs obiettivi, lezioni apprese, sostenibilità futura), rendiconto economico (ogni euro speso va giustificato con fatture/ricevute), indicatori di output e outcome.
La Fondazione fa controlli a campione: il 15% dei progetti viene auditato con verifiche documentali approfondite. Se emergono irregolarità (spese non ammissibili, attività non realizzate, rendicontazione falsa), devi restituire il contributo e vieni escluso da futuri bandi per 5 anni.
I documenti che ti servono durante il progetto
Per evitare problemi in fase di rendicontazione finale, organizza fin da subito:
- Registro presenze: per ogni attività con beneficiari, raccogli firme o registrazioni di presenza digitale. Serve a dimostrare che hai coinvolto il numero di persone dichiarato.
- Archivio giustificativi: cartella dedicata (fisica o digitale) dove metti tutte le fatture, ricevute, contratti di consulenza, cedolini del personale. Organizza per voce di budget.
- Diario di progetto: documento interno dove annoti decisioni importanti, variazioni rispetto al piano iniziale, comunicazioni con partner. In fase di rendicontazione, questo diario ti salva quando devi ricostruire cosa è successo mesi prima.
- Evidenze di risultato: foto, video, attestati di partecipazione, questionari di gradimento, dati di monitoraggio. Tutto ciò che prova che i risultati dichiarati sono reali.
Le domande che gli enti ci fanno sempre
Posso presentare più progetti contemporaneamente? Sì, non c’è limite. Però considera che ogni progetto richiede tempo per essere scritto bene e risorse per essere realizzato se approvato. È meglio concentrarsi su 1-2 progetti solidi che su 5 proposte frettolose.
Se ho già un contributo attivo con Cariplo, posso chiederne un altro? Sì, ma Cariplo guarda con attenzione come stai gestendo il progetto in corso. Se sei in ritardo sulle rendicontazioni o hai criticità emerse, difficilmente ne otterrai altri finché non risolvi.
Quanto tempo passa dalla domanda all’erogazione del primo acconto? In media 5-8 mesi dalla scadenza del bando all’erogazione. I tempi si allungano se ci sono richieste di integrazione o se il bando ha molte domande.
Posso modificare il progetto una volta approvato? Sì, ma serve l’autorizzazione scritta di Cariplo. Variazioni minori (spostamento date, cambio fornitori) sono solitamente approvate. Variazioni sostanziali (cambio obiettivi, riduzione target, stravolgimento attività) raramente vengono accettate.
Cosa succede se non riesco a realizzare tutto quello che ho promesso? Devi comunicarlo subito a Cariplo, non a rendicontazione finale. La Fondazione può rimodulare il progetto insieme a te se le cause del ritardo sono oggettive e comunicate tempestivamente. Se invece scopre a posteriori che hai realizzato il 50% di quanto promesso senza mai comunicarlo, chiede la restituzione proporzionale del contributo.
Come BASE Consulenza può supportare il tuo ente
Se gestisci un’organizzazione del terzo settore e vuoi accedere ai finanziamenti di Fondazione Cariplo ma non hai tempo o competenze interne per seguire l’intero processo, possiamo affiancarti in ogni fase. Da oltre 2 anni supportiamo enti non profit, cooperative sociali e associazioni nella ricerca di finanziamenti pubblici e privati, con un tasso di successo del 67% sui bandi presentati.
Offriamo tre livelli di supporto:
Analisi di fattibilità (gratuita): analizziamo la tua idea progettuale e ti diciamo se c’è un bando Cariplo adatto, quali sono le probabilità di successo, quali elementi rafforzare prima di presentare domanda. Durata: 1 incontro di 60 minuti online o in presenza.
Scrittura progettuale completa: ci occupiamo di tutta la parte tecnica. Costruiamo il progetto insieme a te, scriviamo la proposta, compiliamo i moduli online, curiamo la presentazione. Tu rimani padrone dei contenuti e delle scelte strategiche, noi traduciamo tutto nel linguaggio e nella struttura che Cariplo si aspetta. Costo: variabile in base alla complessità del progetto.
Accompagnamento continuativo: per enti che vogliono strutturare una strategia di fundraising di medio periodo, non limitata a Cariplo. Ti affianchiamo nell’analisi dei bandi disponibili (europei, nazionali, regionali, fondazioni private), nella costruzione di un piano di sostenibilità economica, nella formazione del personale interno sulla progettazione e rendicontazione.
Contattaci per fissare una call gratuita di 150 minuti in cui valutiamo insieme se ci sono bandi Cariplo aperti adatti al tuo ente e quali sono i prossimi passi concreti da fare.
Scrivi a info@baseconsulenza.it specificando “Consulenza Fondazione Cariplo” nell’oggetto.

